TARI in autoliquidazione? Come si calcola

27/04/2026 /

In base alla giurisprudenza, la TARI va comunque pagata alle scadenze fissate dal Comune anche se non arriva l’avviso, perché il tributo si fonda sul principio dell’autoliquidazione. L’avviso del Comune è un supporto informativo e non una condizione per l’obbligo di pagamento. La logica dell’autoliquidazione nella TARI nasce dal fatto che il tributo è locale e ogni Comune approva annualmente tariffe e regolamento. Dal 2026 le delibere devono essere adottate entro il 31 luglio, una scadenza che può ritardare l’invio degli avvisi e rende ancora più centrale il principio secondo cui il contribuente è comunque tenuto al pagamento nei termini fissati dal Comune, basandosi sulle tariffe pubblicate. Il calcolo si fonda su due componenti: una quota fissa, determinata dalla superficie imponibile e dalla categoria tariffaria, e una quota variabile, legata al numero di occupanti per le utenze domestiche o alla tipologia di attività per le non domestiche. Questa struttura non cambia con le riforme introdotte da ARERA, che intervengono invece sui criteri con cui i Comuni definiscono le tariffe, ora ancorate al fabbisogno standard e ai costi effettivi del servizio. In pratica, il contribuente deve partire dalla superficie calpestabile dell’immobile, individuare nella delibera comunale la tariffa fissa al metro quadro e la tariffa variabile corrispondente al numero di componenti del nucleo familiare o alla categoria dell’attività, e applicarle al proprio caso. Il risultato può essere ridotto da eventuali agevolazioni previste dal regolamento comunale, come quelle per abitazione principale, famiglie numerose, ISEE basso o utilizzi limitati nel tempo. Le riduzioni non sono automatiche e dipendono dalle scelte del singolo Comune. Il versamento avviene secondo le scadenze stabilite localmente, che possono prevedere due, tre o quattro rate, oppure un’unica soluzione. L’unico vincolo nazionale è che la TARI deve essere interamente pagata entro la fine dell’anno di riferimento. In molti casi i Comuni inviano acconti basati sulle tariffe dell’anno precedente e conguagliano a fine anno, ma in autoliquidazione il contribuente resta responsabile del pagamento corretto anche in assenza di avviso. In sintesi, l’autoliquidazione della TARI richiede di consultare le tariffe comunali aggiornate, applicare la quota fissa e quella variabile alla propria situazione e procedere al pagamento entro le scadenze previste, verificando eventuali riduzioni regolamentari.

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