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Come si calcola l'imponibile IRES per gli immobili non strumentali

04/05/2026 /

L'imponibile IRES degli immobili non strumentali segue una logica particolare, perché questi beni non vengono trattati come elementi funzionali all’attività d’impresa, ma come patrimonio che genera un reddito proprio. La normativa richiama infatti il regime dei redditi fondiari: l’impresa non può dedurre analiticamente i costi sostenuti, né applicare ammortamenti o criteri tipici della contabilità industriale. Il reddito imponibile viene determinato confrontando la rendita catastale rivalutata e il reddito derivante dall’eventuale locazione e assumendo sempre il valore più elevato. Quando l'unità immobiliare è locata, il canone percepito non viene tassato integralmente, ma può essere ridotto in presenza di spese di manutenzione effettivamente sostenute. La legge non consente una deduzione libera o illimitata: riconosce una riduzione solo entro un tetto massimo pari al quindici per cento del canone, e solo se esistono costi reali che giustifichino l’abbattimento. Non si tratta quindi di una percentuale forfettaria applicabile automaticamente, ma di un limite massimo entro il quale possono essere riconosciute spese documentate. Se le spese superano quel limite, l’eccedenza non assume rilevanza fiscale. Se invece l’immobile non è locato, il reddito imponibile coincide con la rendita catastale rivalutata del cinque per cento, alla quale si aggiunge la maggiorazione di un terzo, prevista per gli immobili tenuti a disposizione. Questa impostazione crea un equilibrio delicato: da un lato la disciplina non permette di dedurre i costi reali in modo analitico, dall’altro non consente di applicare automaticamente la riduzione massima. L’impresa deve quindi verificare ogni anno quali spese siano state sostenute, quali rientrino nella nozione di manutenzione rilevante ai fini dell’articolo 90 del TUIR e come si rapportino al canone percepito. A ciò si aggiunge il confronto obbligatorio con la rendita catastale rivalutata, che può risultare più elevata del reddito locativo anche dopo la riduzione ammessa. In questo contesto, REDB (software per la gestione immobiliare) introduce un elemento di certezza che normalmente richiede controlli manuali e ricostruzioni esterne. Il sistema integra funzioni specifiche per determinare automaticamente il reddito imponibile degli immobili patrimonio, applicando in modo coerente le regole fiscali e incrociando rendite catastali, canoni, spese effettive e limiti di deducibilità. L’utente non deve più verificare ogni volta se la riduzione sia giustificata, se il tetto del quindici per cento sia rispettato o se la rendita catastale superi il reddito locativo: REDB esegue questi passaggi in modo uniforme, tracciabile e aggiornato, restituendo un valore imponibile determinato con precisione e senza margini di interpretazione soggettiva. REDB è il software per la gestione di patrimoni immobiliari con il rapporto qualità prezzo migliore presente sul mercato

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